Associazione Vicentina Malattia di Parkinson Rotating Header Image

CANTO CORALE

Il mio lavoro parte dalla ricerca del migliore apporto che il canto può dare, che si sviluppa in tre punti fondamentali:

  •  1 – corretta respirazione, con analisi del percorso dell’aria nei polmoni (che non trovi ostacoli per l’assorbimento della stessa), fino al limite del diaframma che divide l’apparato addominale dall’intestino, al sistema dell’emissione della voce e del suono, con la giusta tensione dei muscoli senza irrigidimenti.
  • 2 – corretta emissione della voce (parlata o cantata) con l’attivazione degli organi preposti, quali disframma (per la giusta pressione dell’aria), i polmoni (per una migliore ossigenazione fino ai lobi inferiori ed alle basi polmonari), la laringe (con il giusto uso delle corde vocali), il palato fino alla maschera facciale, con corretti esercizi sulla elasticità degli zigomi, che aiutano l’inarcamento del palato e velo palatino, permettendo che le onde sonore diventino canto.
  • 3 – il ritmo, con cui cerco di sincronizzare il tempo del respiro con il canto (movimento o battito delle mani), che mai deve essere affrettato e confuso perché in esso avviene l’ematosi, cioè l’ossigenazione del sangue venoso, che si verifica a livello della membrana alveo-capillare dei polmoni mediante l’aria aspirata, ed è la funzione più importante del corpo, “quando diamo il giusto tempo all’ossigenazione, tutta la persona ne ha benessere”.

La mia costatazione è che più riesco a mettere in rapporto questi tre punti, più miglioro la qualità della vita dei partecipanti al coro.

Giovanni Morisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *