Associazione Vicentina Malattia di Parkinson Rotating Header Image

Cenni sulla tecnica di stimolazione cerebrale profonda e sui risultati

La tecnica prevede il posizionamento di un elettrodo stimolatore all’ interno di una specifica struttura cerebrale,generalmente la sede prescelta è il nucleo subtalamico ma viene ritenuto ugualmente valido l’ utilizzo del nucleo pallido interno.
L’ intervento si esegue in due giornate, nel corso della prima viene fissato il casco stereotassico ed eseguita una fusione TC, angioTC ed RMN cerebrali identificando la posizione dei bersagli e le traiettorie da seguire per poterli raggiungere nel modo più sicuro.Questo primo intervento deve essere condotto in anestesia locale poiché è indispensabile ottenere un fattiva collaborazione da parte del paziente, si procede quindi alla introduzione di tre/cinque microelettrodi (vedi figura a lato) necessari per conoscere la attività elettrica delle zone attraversate e soprattutto quella tipica del nucleo subtalamico sede di posizionamento dell’ elettrodo definitivo.Importane è inoltre la stimolazione cerebrale effettuata con i microelettrodi perché grazie ad essa possono essere valutati intraoperatoriamete sia gli effetti benefici che quelli collaterali. Solo al termine di questa mappatura elettrofisiologica dopo avere ottenuto abbondanti informazioni circa la sede (nel contesto del nucleo subtalamico) che produce il miglior effetto terapeutico senza o con il minor numero ed intensità di effetti collaterali, si decide dove posizionare l’ elettrodo definitivo.Terminata la prima parte il paziente viene trasferito in corsia e dopo alcuni giorni sottoposto in anestesia generale ad un secondo intervento per il posizionamento delle estensioni di collegamento tra gli elettrodi intracerebrali e lo stimolatore che viene a sua volta nel corso della stessa procedura alloggiato in una tasca sottocutanea subclaveare. L’ intervento riesce a garantire almeno il 65% di miglioramento della sintomatologia con riduzione dei farmaci giornalmente assunti in quantità variabile da caso a caso(è comunque normale riuscire a dimezzare le assunzioni rispetto al preoperatorio).Non bisogna trascurare la possibilità di complicanze ed effetti collaterali legati a questa procedura chirurgica,tra i primi ricordiamo il rischio di ematomi intracerebrali con possibili deficit neurologici transitori e /o permanenti stimato intorno al 4% con una mortalità inferiore all’ 1%.I valori percentuali vanno comunque riconsiderati alla luce dei miglioramnenti tecnologici di cui si dispone ed in base ai dati riscontrabili in letteratura essi appaiono in via di riduzione.Il rischio di infezioni risulta essere del 3% in genere si tratta di infezioni superficiali che nei casi peggiori richiedono la rimozione dello stimolatore sottoclaveare e delle estensioni sottocutanee da riposizionare poi dopo la risoluzione del quadro infiammatorio.Vi sono inoltre altre possibilità di complicanze quali le erosioni cutanee e le dislocazioni degli elettrodi intracerebrali le cui percentuali variano da centro a centro e comunque non sono superiori al 2%. Le possibilità di effetti collaterali dovuti alla stimolazione come sindromi depressive, apatia, disturbi del linguaggio, distonie, deficit cognitivi, risultano essere in congrua riduzione grazie al test di stimolazione condotto durante l’ intervento ma non si esclude che in un numero esiguo di pazienti alcuni di essi possano ancora manifestarsi.

Comments are closed.